
Scrivo questo post con un ritardo degno del miglior treno in arrivo da Palermo, su una questione assurda emersa qualche tempo fa, al momento dell’uscita della nuova finanziaria TWO THOUSAND AND FIVE (come direbbero a mtv..), ovvero l’esenzione dell’ICI praticata a tutti i possedimenti del Vaticano sul territorio italiano.
Ricordo ancora il mio stupore quando ho appreso la notizia, leggendo il giornale…Stavo svenendo, ho avuto un calo di zuccheri, febbre, vomito,spasmi e tutti i sintomi influenzali più comuni…Dopo un’aspirina, ho deciso di fare una piccola riflessione..e ho deciso di indignarmi per questi motivi:
1) Uno Stato che protegge così spudoratamente l’interesse di una classe non si può considerare uno stato democratico, non si può affermare che sia lo Stato di tutti.
2) La Chiesa non è di certo l’ente che ha più bisogno di una riduzione delle aliquote essendo una delle istituzioni più facoltose al mondo.
3) Cosa diranno quei cittadini (quasi tutti) che si sentono davvero oppressi dalle tasse e che compiono incredibili sacrifici per sbarcare il lunario?
4) L’esenzione dell’ICI arriva in un momento di crisi, in un momento in cui lo stato probabilmente avrebbe bisogno di un po’ di liquidità.
5) Questa è una mossa elettorale bella e buona per accaparrarsi il voto della frangia più bigotta e vicina al clero tra i cattolici. E la manovra finanziaria non si dovrebbe fare pensando alle elezioni.
6) All’esenzione dell’ICI è corrisposta una serie di tagli, che hanno colpito tra gli altri il mondo culturale e gli enti locali.
7) Se si vuole davvero seguire la direzione intrapresa, perché non esentiamo dall’ICI tutti i luoghi di culto di tutte le religioni? Mi immagino già Silvio che si inventa il “BISCIONISMO” per non pagare le tasse sulle sue ville…. Lui, ovviamente, sarebbe Dio, Fede, Confalonieri, Galliani, Previti, Dell’Utri gli Apostoli, e il piccolo Luigi,Gesù…che ne vuoi di più?




