QUESTI SONO I MIEI PRINCIPI. SE NON VI PIACCIONO, NE HO ALTRI. (Groucho)

Saturday, December 17, 2005

Miti del cinema 1.Boldi-De Sica. ULTIMO ATTO



1986: Inizia con il magico “YUPPIES 2” l’avventura, il cammino, l’epopea dei cavaliero della spazzatura su pellicola. Vent’anni di opere trash, di commedia popolare all’italiana. Ogni Natale, con puntualità disarmante, i due si affacciano sui nosrti teleschermi con il loro linguaggio volgare ed i loro atteggiamenti rozzi, insomma con la loro ITALIANITA’. E sì, perché mentre i loro detrattori trovano i loro sproloqui ingiustificati, chiedendosi se sia opportuno farli vedere ad un pubblico di bambini, nessuno si accorge di come questi film rispecchino, seppur narrando situazioni decisamente stereotipate, il comportamento quotidiano di una buona metà degli italiani. La controprova? La si trova ogni anno, puntualmente, spulciando tra le classifiche degli incassi al botteghino, dove da sempre i due spadroneggiano, infliggendo anno dopo anno pesanti sconfitte ai film che sciaguratamente escono in contemporanea. E non c’è pellicola che tenga. A Natale, l’italiano sceglie Boldi-De Sica. Fanno ormai parte di un rito sacro come il Natale, che va via via profanizzandosi.
Nonostante le critiche, nonostante la volgarità, nonostante la trama sempre uguale, sono i più visti. Sono un fenomeno. Ed i fenomeni non vanno criticati, ma studiati.
A mio parere, l’italiano non fa altro che riconoscersi nei personaggi di questi film. Ed è per questo che li ama. Vede proiettata la sua vita sul grande schermo.La sua vita. Ma non il suo stile di vita. I protagonisti di questi film vanno in vacanza in sontuosi albeghi, guidano potenti macchine, ed hanno donne bellissime.E tutto questo fa sognare lo spettatore, che vede delle persone che si comportano come lui e forse sono come lui, con la differenza che i personaggi del film vivono nel lusso, scardinando il mito del ricco borghese, alto locato, uomo di classe e signorilità.
Lo spettatore medio, vive i film di Natale come un riscatto sociale, si illude di poter eguagliare quello stile di vita particolarmente lussuoso, vedendo questi burini sguazzare nell’oro.
E’ poi superfluo dire che Neri Parenti, ed i Vanzina, registi di quasi tutti questi film, meriterebbero una laurea ad honorem in sociologia. I loro film, per quanto brutti, sono degli autentici trattati sociologici, sono opere preziosissime per capire a fondo il degrado della nostra società, che ama sempre di più uniformarsi verso il basso.

Per chi non li conoscesse, qui c’è la lista completa dei film realizzati dalla coppia Boldi-De Sica.
Natale a Miami (2005), Christmas in Love (2004), Natale in India (2003), Natale sul Nilo (2002), Merry Christmas (2001), Body Guards - Guardie del Corpo (2000), Tifosi (1999),Vacanze di Natale 2000 (1999), Paparazzi (1998) A Spasso nel Tempo - L'avventura Continua (1997), A Spasso nel Tempo (1996), Vacanze di Natale '95 (1995) S.p.q.r. 2000 e 1/2 Anni Fa (1994), Anni 90 Parte II (1993) ,Anni 90 (1992), Vacanze di Natale '91 (1991), Vacanze di Natale '90 (1990), Fratelli D'italia (1989), Missione Eroica - i Pompieri 2 (1987), Montecarlo Gran Casino' (1987), Yuppies i Giovani di Successo (1986), Grandi Magazzini (1986), Yuppies 2 (1986).

Saturday, December 10, 2005

Sweet home Ivrea


Per amare una città come Ivrea ci vuole coraggio. A Ivrea praticamente non c’è nulla. Per parlare di Ivrea bisogna usare i verbi al passato.A Ivrea non c’è niente.Ma c’era molto.C’era l’Olivetti.
La Olivetti era il cuore, l’anima di Ivrea. Ma se ne è andata, tristemente nel baratro del fallimento.E Ivrea da quel giorno è morta.O meglio, ha iniziato a morire, a patire una lenta agonia, un decesso inesorabile.Arrivando ad Ivrea, ci accoglie un cartello che porta una malinconica scritta “Ivrea, città dell’informatica”.Sarebbe ora di togliere quel cartello.E’ umiliante passarci davanti ogni giorno, per rendersi conto che tutto è finito.Che non c’è più speranza per un’azienda che fino agli anni ’80 era un modello di impresa, per tutti. L’Olivetti per Ivrea ha significato molto. Immigrazioni di operai,tecnici, ingegneri.L’arrivo di letterati, pittori, architetti alla corte di Adriano Olivetti.Il primo imprenditore a capire realmente le necessità degli operai, a soddisfare i loro bisogni ricreativi, e provvedeva a loro, senza pretendere riconoscenza.Quella arrivava da sé.
Oggi a Ivrea ci sono solo le macerie di tutto questo. Il vecchio sistema sta finendo di sgretolarsi, gli ultimi baluardi stanno crollando, nessuno è capace di reagire. Sembra che l’involuzione sia irreversibile. Anche perchè a noi eporediesi, parlare di questa catastrofe fa male. Sentiamo un groppo al cuore, ed il ricordo e la commozione che gli altri dedicano ad un caro defunto, noi lo dedichiamo all’Olivetti. Forse per questo ogni eporediese nasce nostalgico, vive nostalgico e muore nostalgico..
Vaghiamo a fatica in un mare di nebbia. Nessuno là davanti a guidarci. Ci sentiamo sfiduciati, incapaci di sfruttare le poche possibilità che ci sono rimasti, animati da un gretto provincialismo. Chiusi in noi stessi ci facciamo coraggio, ci proteggiamo, ma il coraggio non serve per stare fermi, il coraggio serve per lottare, per uscire dal guscio. E noi sappiamo lottare, solo che lo facciamo solo a carnevale.